La posizione del Piccione, conosciuta anche come Eka Pada Rajakapotasana, è una delle posture più benefiche per sbloccare i fianchi e liberare le tensioni accumulate nella zona del bacino. Amatissima tanto nello yoga dinamico, come il vinyasa yoga, quanto nelle pratiche più lente come l’ Yin Yoga, questa posizione è straordinaria per chi soffre di rigidità nella schiena e nel bacino e vuole migliorare la mobilità delle anche. La posizione del Piccione è anche una postura carica di significato simbolico. In questo articolo scoprirai i 4 benefici nascosti della posizione del piccione, sia fisici che emotivi, insieme a curiosità e una guida semplice per eseguirla correttamente e in sicurezza.
Curiosità : Eka Pada Rajakapotasana, la posizione del Piccione
Il nome sanscrito significa letteralmente “posizione del re piccione a una gamba”, evoca eleganza, apertura e regalità. La forma della postura richiama infatti l’immagine di un uccello che, pur restando ancorato a terra, si apre con fierezza verso il cielo. Questa immagine trasmette uno dei concetti chiave dello yoga: l’equilibrio tra radicamento e leggerezza. Molti insegnanti di yoga la considerano una “asana portale”, perché è capace di aprire porte chiuse da tempo — non solo nei fianchi, ma anche sul piano emozionale. Il bacino, secondo molte filosofie orientali, è infatti la “casa delle emozioni”. Quando questa zona si libera, anche le emozioni trattenute possono finalmente fluire, questo ricco simbolismo rende la posizione del piccione una posizione particolarmente utile nei periodi di cambiamento o di elaborazione emotiva.
I benefici evidenti: ciò che si conosce
Ecco i benefici più conosciuti della posizione del piccione:
- Rilascia tensioni profonde nei fianchi: questa asana è uno degli strumenti più potenti nello yoga per agire sulle tensioni muscolari profonde, specialmente nella zona dei glutei, del piriforme e dell’ileopsoas. Questi muscoli spesso si irrigidiscono a causa dello stress e della sedentarietà. Il Piccione li allunga con dolcezza ma in profondità, permettendo un rilascio graduale ma duraturo nel tempo.
- Aiuta a prevenire e alleviare la sciatalgia: Allunga il muscolo piriforme, che spesso è coinvolto nella compressione del nervo sciatico, la posizione del Piccione aiuta ad alleviare il dolore sciatico. La pratica costante migliora la mobilità e riduce l’infiammazione, offrendo sollievo a chi soffre di dolori cronici nella zona lombare o lungo la gamba.
- Migliora la postura e l’equilibrio del bacino: Un bacino equilibrato è importante per una corretta postura. la posizione del piccione aiuta a correggere gli squilibri tra lato destro e sinistro, rendendo più simmetrica la postura. Questo beneficio si riflette anche sulle ginocchia, sulle caviglie e sulla colonna vertebrale.
- Favorisce il rilascio emotivo: La zona pelvica è strettamente collegata alla sfera emozionale. Tensioni croniche in questa area possono essere il risultato di emozioni trattenute, traumi non elaborati o stress accumulato. La posizione del piccione facilita un vero e proprio “sblocco emotivo” e non è raro che durante la pratica emergano rilasci emozionali o improvvise sensazioni di leggerezza e libertà interiore.
- Stimola il sistema parasimpatico e rilassa profondamente: Restare a lungo in questa posizione con il respiro consapevole permette di attivare il sistema nervoso parasimpatico, quello della calma, della rigenerazione e della digestione. Questo stato contrasta l’attivazione cronica del sistema simpatico (lotta o fuga), portando benefici anche a livello di pressione arteriosa, digestione e qualità del sonno.
- Espande il torace e apre il cuore: Con le mani a terra e la schiena sollevata, la posizione del piccione lavora sull’apertura del petto, in particolare sull’attivazione del chakra della gola e del cuore( Vishuddha e Anahata).
I benefici nascosti: ciò che non si vede ma si sente
Ecco i benefici nascosti della posizione del piccione:
- Scioglie il corpo, libera l’anima: Il lavoro profondo della posizione del piccione sul corpo ha effetti sottili ma potenti sull’anima. Con il tempo, la pratica favorisce un senso di integrazione tra corpo e psiche, aiutando a sciogliere non solo tensioni fisiche, ma anche schemi mentali rigidi e abitudini disfunzionali.
- Favorisce il “lasciare andare”: La posizione ci aiuta a restare, ad ascoltare, ad accogliere anche il momento difficile. Questo gesto simbolico e fisico di resa, di fiducia, è ciò che rende la posizione del piccione così terapeutico. In un mondo che ci spinge costantemente all’azione, al controllo e alla performance, questa postura ci insegna il valore del “lasciarsi andare”.
- Stimola la creatività e la vitalità: L’area del bacino corrisponde al secondo chakra, Svadhisthana, che regola la creatività, le emozioni, la sessualità e il desiderio. Liberare questa zona significa anche liberare il proprio potenziale creativo, accedere a nuove idee, desideri autentici e ad una maggiore connessione con il piacere della vita.
- Riequilibra l’energia yin e yang: Nella posizione del piccione convivono l’energia attiva (yang) del mantenere l’allineamento e quella ricettiva (yin) dell’abbandonarsi al respiro e al momento presente. Questa dualità aiuta a bilanciare gli eccessi di attività o passività, creando uno stato di maggiore equilibrio.
Quando il Piccione diventa un Cigno nell’Yin Yoga
Nell’ Yin Yoga, la posizione del Piccione si trasforma in quella che viene chiamata “Sleeping Swan” o Cigno sdraiato. In questa versione più dolce ma profondamente efficace, il busto si porta sulla gamba anteriore piegata, mentre la gamba posteriore si distende all’indietro. La posizione viene mantenuta per 5 minuti, permettendo così al corpo di lavorare a livello dei tessuti connettivi, articolari.
La posizione del cigno nell’yin yoga stimola i meridiani del fegato, cistifellea, reni e vescica urinaria, aiutando il Qi (energia vitale) a circolare meglio e facilitando il rilascio di emozioni stagnanti, come rabbia, paura e frustrazione. Inoltre, mantenere questa posizione per un lungo periodo attiva il sistema nervoso parasimpatico, portando un profondo senso di calma, rilassamento e rigenerazione fisica ed emotiva. È una delle posture più consigliate per chi soffre di tensioni croniche, stress o disconnessione emotiva. La differenza rispetto alla versione dinamica è che nell’ Yin Yoga non si lavora sull’attivazione muscolare, ma su quella articolare e solo il tempo e la gravità aiutano ad ottenere il rilascio fasciale. Questo stimola i tessuti yin (legamenti, articolazioni, fascia) e favorisce un profondo ascolto interiore. È ideale da praticare la sera prima di cena ( a stomaco vuoto).
Come eseguire la posizione del Piccione: guida passo passo
- Preparazione: Dalla posizione del cane a testa in giù, solleva una gamba verso l’alto e porta il ginocchio in avanti con la tibia parallela alla parte corta del tappetino. Se per te questo non è accessibile, avvicina leggermente il tallone verso il pube. Controlla che il bacino sia frontale e non collassi su un lato.
- Durante la posizione: Inspira profondamente e mentre espiri, lascia che il petto si adagi in avanti sopra la gamba piegata. Puoi portare le mani in avanti o un cuscino sotto la guancia. Respira profondamente e lascia che il corpo si ammorbidisca ad ogni espiro.
- Tempo di permanenza: Se pstai praticando hatha yoga o vinyasa yoga, mantieni la posizione per 20 respiri, se invece stai praticando yin yoga puoi rimanere dai 3 ai 5 minuti per un rilascio profondo dei tessuti connettivi. In entrambi i casi, ascolta il corpo e non forzare mai.
- Uscita dalla posizione: Per uscire, solleva dolcemente il petto, appoggia le mani a terra e porta indietro la gamba piegata tornando nella posizione del cane a testa in giù o nella posizione del bambino per qualche respiro.
- Ripeti dall’altro lato: Ricorda sempre di bilanciare entrambi i lati del corpo, mantenendo lo stesso tempo di permanenza.
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- Migliora la postura e allevia dolori lombari
- Riequilibra il sistema nervoso e migliora il sonno
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Attraverso una pratica quotidiana breve ma costante, potrai migliorare la flessibilità del tuo corpo, imparare ad ascoltarlo e a prendertene cura. Le anche sono come un crocevia tra passato e presente: qui si annidano le esperienze, ma anche il potenziale per un nuovo movimento, una nuova leggerezza.


